REGGIO EMILIA

CARCERE REGGIO EMILIA TRA CRITICITA’, DISAGI E POCA VERITA’. MASTRULLI” SERVE NECESSARIAMENTE UNA NUOVA DIREZIONE E UNA ASSEGNAZIONE DI 50 NUOVI AGENTI PER SOSTENERE LE CRITICITA’ DEL CARCERE REGGIANO”.

Agli Organi di Informazione –   Capo Redattori  Loro Sedi

CARCERE REGGIO EMILIA TRA CRITICITA’, DISAGI E POCA VERITA’.                                                       MASTRULLI”  SERVE NECESSARIAMENTE  UNA NUOVA DIREZIONE E UNA ASSEGNAZIONE DI  50 NUOVI AGENTI  PER SOSTENERE LE CRITICITA’ DEL CARCERE REGGIANO”.

FS-CO.S.P. Coordinamento Sindacale Penitenziario Comparto Sicurezza e Difesa con una cospicua numerica rappresentanza di lavoratori di polizia all’interno della struttura penitenziaria nel parzialmente condividere la linea e i punti  di protesta delle restanti sigle sindacali rappresentative del Corpo nella sede di REGGIO EMILIA, precisa che il richiesto aumento di personale di polizia penitenziaria nella struttura reggiana non è assolutamente addebitabile,così come nei comunicati direttamente tirata in ballo unilateralmente dalle Sigle Sindacali, al Comando di reparto, ma bensì, a precise direttive Dipartimentali DAP ROMA e PRAP Bologna che nel tempo si sono attenute,malgrado le vistose critiche risorse umane al D.M. ottobre 2017 sugli organici ridotti.                                                                                                                                         Le rivolte del  Marzo scorso hanno prodotto decina se non centinaia di migliaia di danni all’erario                 dello stato,il coinvolgimenti di almeno 60 Istituti penitenziari, l’Evasione clamorosa di FOGGIA di 74 detenuti, 13 morti tra i rivoltosi,questo non è addebitabile a chi gestiva la Sicurezza ma alla politica nazionale e alle circolari da tutte conosciute sul COVID-19,su questo si è dimesso un capo Dipartimento prima, un capo  Gabinetto del Ministro dopo, un Direttore Generale dei detenuti del DAP ancora dopo.                    Così come i danni prodotti dai rivoltosi a marzo scorso nel Reparto  teatro della nota sommossa, sono gestite direttamente dal VISAG Regionale e Centrale,dal Dipartimento,dal Provveditorato regionale e dai Tecnici del sovraordinato Ufficio e,al limite dalla Direzione ma non assolutamente rientra nei doveri poteri del Comando di reparto come si vorrebbe far credere.                                                                                                  Se poi vogliamo anche  disquisire sul  GIUDIZIO ANNUO (CLASSIFICHE) che si redigono nella chiusura dell’anno precedente ai sottoposti gerarchici dipendenti,or dunque,anche qui va fatta chiarezza tra chi redige il mod.7 DAP Classifica ci sono si le informazioni dei Tecnici e degli Esperti Territoriali,ma chi,decide, e si ripete chi infligge  un GIUDIZIO in positivo,a conferma del voto,o negativo, è solo ed esclusivamente l’Autorità Dirigente Direttore e non certamente il Comando di reparto. Certo, esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle Sigle e ai  venti (20) manifestanti reggiani, suggeriamo,nel contempo,  di porre in essere una più articolata,certosina  e profonda riflessione sulle avanzate richieste  che secondo chi scrive, andrebbero  inoltrare ai competenti Centrali e regionali uffici e non addebitarlo a chi,come loro,soffre,subisce, e si adegua alle direttive superiori,pena,il pericolo delle sanzioni disciplinari in caso di non applicazione. Unificare sezioni, dialogare con il provveditorato regionale o richiedere rinforzi,come FS-COSP ci preme sollecitare gli articolisti del volantinaggio di indirizzare ciò ai loro Vertici Sindacali nazionali  firmatari di AQN,CCNL,PIR,PIL e accordi che hanno portato chiaramente il mondo,tutto,penitenziario alla totale crisi,una posizione che noi della FS-COSP da tempo fermamente contestiamo.                                                 Giova segnalare agli Organi di Stampa e ai lettori,per amore di verità, che in una recentissima ispezione Ministeriali, gli ispettori del Ministero hanno a conclusione della visita ispettiva,redatto un verbale di contestazione con 60 punti, solo 4 di questi sono stati partecipati al Comandante di reparto e riguardavano solo aggiornamento tabelle consegne e modifiche disposizioni di vita penitenziaria interna, null’altro è stato mosso dagli Ispettori Dipartimentali  all’indirizzo del Comandante di Reparto .                                          In chiosa, sulla vita dei reclusi,sulle risposte del magistrato di Sorveglianza, sulle visite  specialistiche psichiatriche sulla riparazione degli impianti tecnologici,infiltrazioni d’acqua piovana nella caserma,mensa e bar della penitenziaria,tutto vero ma le Sigle che protestano probabilmente dimenticano che sono tutte contestazioni di diverse responsabilità e indirizzo ma non addebitabili,ingenerosamente,per nessuna ragione,al Comando di Reparto che con enorme difficoltà,magari le stesse se non il doppio delle stesse avvertite dai sindacati,  gestisce la Sicurezza.                                                                                                                             Grave appare richiedere il cambio al vertice della Sicurezza  dopo circa 2 anni dal Suo insediamento sapendo che tutte le contestazioni messe in campo non sono in modo assoluto addebitabili neanche con il pensiero,al Comando di Reparto come   riportato  dalla stampa il 2 ottobre scorso e che qui si chiede la smentita per diritto di parità d’informazione sindacale. Il sovraffollamento di un carcere lo gestisce il Direttore,il Provveditorato dell’Amministrazione e  DAP Ufficio detenuti e Capo Dipartimento,non il Comandante di Reparto. Se a Reggio Emilia l’attuale Comando sta da 2 anni, nelle restanti Carceri d’Italia i pari grado e qualifica, risultano stabilizzati  anche da 9 e 12 anni con notevoli danni arrecati alle norme vigenti che prevedono il cambio al vertice delle carceri ogni 5 anni al massimo, questo non lo dicono le Sigle Sindacali e perché non lo dicono,  perché lo rivendicano  solo ad  Ottobre, momento del TESSERAMENTO e non negli undici mesi restanti dell’anno(?),farsi una domanda e porsi una risposta è questo che suggeriamo ai lettori e al Vertice dell’Amministrazione Penitenziaria su REGGIO EMILIA e non solo.                                    Interessante oggi  appare alla luce delle rivendicazioni pubbliche sindacali,  anche comprendere,  come mai protestano 8  (otto) sigle sindacali ma in piazza vicino ai cancelli sotto  le bandiere si contano  dalle diffuse foto, al massimo per esagerare numericamente solo  20 (venti) persone quando il carcere ne rappresenta quasi  196  poliziotti(?) nasce il dubbio che pur otto sigle allo stato dell’arte, non rappresenterebbero  tutto il personale di polizia penitenziaria che lavora egregiamente,con onore,con professionalità,serietà e spirito di corpo per gli eventi,i tanti eventi critici nei reparti scongiurati  è questo il dubbio che sorge a chi legge  e guarda le immagini  rispetto alle pretese sindacali. Un carcere con  390 detenuti, con soggetti instabilmente psichiatrici, una ex OPG e sezioni in ristrutturazione dai danni arrecati da RIVOLTOSI necessiterebbe di maggiori attenzioni dai vertici del Ministero della Giustizia,su questo, la FS-COSP inoltrerà,pari tempo , nota sindacale alle stesse identiche Autorità a cui si sono avvalse e rivolte  le Sigle Sindacali: per la FS-COSP, uniti si vince,coesi si raggiungono gli obiettivi .                                                                                                                                             Il vero Sindacato,quello con la lettera  “S” deve distinguenti sia nelle proteste, ma soprattutto, nelle proposte come opera la FS-COSP.    Ufficio Stampa Nazionale FS-Co.S.P.                                                                                                                        Domenico Mastrulli    cell. 3355435878

CS CARCERE REGGIO EMILIA PROTESTE SINDACALI . FS-COSP QUESTA E’ LA VERITA’ DEI FATTI, LUCE E CHIAREZZA.

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