cesare battisti terrorista

La Federazione Sindacale Co.S.P. , plaude all’arresto dell’ex Terrorista Battisti,colui che insanguino’ anche la divisa dei nostri colleghi ex Agenti di Custodia

Non possiamo nascondere la soddisfazione come Uomini delle Istituzioni e Sindacato del Comparto Sicurezza e Difesa pe rla cattura del prigioniero -latitante Cesare Battisti, colui che fu l’omicida del nostro collega degli ex Agenti di Custodia,  Maresciallo del Carcere di Udine.                                                                                                                                                                                                                                               Deve scontare 4 ergastoli,ma sconterebbe solo 30 anni secondo le nuove norme Europee e Italiane,  per altrettanti omicidi il terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo) Cesare Battisti, catturato in Bolivia dagli uomini dell’Interpol, dopo che si era reso latitante alla notizia che il Brasile aveva concesso all’Italia la sua estradizione.                                                                                                                                                                                    Così finalmente potrà scontare in carcere i suoi crimini, questo individuo che si è macchiato di quattro omicidi (qui i particolari di ogni singolo episodio), e che fino ad oggi, nel tempo della sua latitanza, ha sempre goduto dell’appoggio della sinistra nel mondo, tanto da proteggerlo in tutti i modi, impedendo che la giustizia italiana potesse fargli scontare ciò che merita.                                                                                                                                  La sua fuga si è finalmente conclusa, in Bolivia e già nella giornata di oggi, dopo essere passato per il Brasile, carte alla mano potrebbe essere estradato nel nostro paese e finalmente si potranno chiudere le sbarre alle sue spalle, per un tempo abbondantemente congruo per i “peccati” da lui commessi, nella speranza che possa scontare la sua pena, senza che qualche giudice “ammiccante” gli conceda qualche privilegio.

L’iTalia civile e onesta esulta,lo facciamo anche noi,ma conosciamo il trattamento che si riserva anche a questi individui nelle prigioni Italane,tra vigilanza dinamica,buona condotta,permessi etc. a pagare resteranno,speriamo di no’, solo i poveri che  si rivolteranno sotto terra nelle loro bare mentre i loro famigliari ancora oggi piangono la dura scomparsa dei propri cari.

Intanto si festeggia per un degno segnale di “giustizia” dopo,come sempre, si vedrà………

Il nostro ricordo ai nostri colleghid efunti trucidati dalle pallottole del Terrorismo bieco e cieco degli anni di piombo ferite dure da cicatrizzare me ntre la storia poco per volta dimentica volti e fatti di tragedie politiche lasciate nel dimenticatoio di una civiltà poco civile.

IL RETROSCENA LO RACCONTA L’E DIRETTORE DEGLI AFFARI PENALI DEL DAP/MGG

Catturato il killer Cesare Battisti: la sua fuga è terminata in Bolivia, dove è stato fermato mentre si nascondeva dietro a baffi e barba finti. Il pluri-omicida condannato a due ergastoli per il coinvolgimento in quattro uccisioni sta per tornare in Italia. Dove lo aspettano le patrie galere. Ma a gelare le aspettative di chi vuole vedere Battisti in cella per sempre ci pensa Raffaele Piccirillo, l’ex direttore degli Affari di Giustizia del ministro, che seguì direttamente il caso del terrorista dei Pac quando il guardasigilli era Andrea Orlando.

“In Brasile non c’è l’ergastolo, è vietato dalla Costituzione: per questo l’Italia si è impegnata per garantire che non sarà applicato a Battisti. Questo è frutto dell’accordo, della cosiddetta ‘condizione accettata’, concluso il 5 e 6 ottobre del 2017. Per cui a Battisti, una volta estradato, sarà applicata la pena massima di 30 anni”, ha spiegato Piccirillo. Battisti, insomma, potrebbe evitare l’ergastolo. “L’autorità che doveva concedere l’estradizione, ossia il Brasile, ha apposto la condizione legata all’ergastolo e il ministro della Giustizia l’ha accettata”, ha aggiunto Piccirillo all’Huffington Post, sottolineando come tutto ciò è legato all’asimmetria tra il sistema giudiziario brasiliano, che “non prevede l’ergastolo e anzi lo considera incostituzionale e quello italiano, dove invece l’ergastolo è formalmente ancora previsto”, anche se di fatto non trova più concreta applicazione. Senza questa intesa, l’estradizione sarebbe stata impossibile: “Trent’anni sono il tetto sanzionatorio accettato dal Brasile e su cui c’è l’impegno”.

Ma questo tetto potrebbe essere ulteriormente rivisto al ribasso? “Sul piano tecnico – continua il magistrato Piccirillo – si potrà valutare se Battisti può usufruire dei benefici penitenziari, come la liberazione anticipata prevista dall’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario. Quest’articolo, però, è entrato in vigore dopo la condanna di Battisti, che in ogni caso potrà beneficiarne dopo aver scontato metà della pena, quindi ritengo non ci sia nulla di immediato, si parla di almeno 15 anni di tempo”, ha concluso.

 

Ai posteri.

La Redazione COSP

 

sotto la foto dell’ex terrorista Battisti

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