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IL SINDACATO CO.S.P. SULL’ANSA – Carceri: Cosp, 5 agenti feriti da due detenuti a Melfi

(ANSA) – BARI, 31 OTT – Due fratelli detenuti entrambi nel
carcere di Melfi sarebbero responsabili di una violenta
aggressione avvenuta ieri mattina nei confronti di un agente di
polizia penitenziaria e di altri quattro operatori, tutti
rimasti feriti. Lo rende noto un comunicato del sindacato di
polizia penitenziaria Cosp.
Secondo la ricostruzione dell’accaduto i due fratelli
detenuti originari di Molfetta (Bari), “hanno aggredito un
operatore di polizia penitenziaria all’ingresso del locale
passeggi del reparto ordinario. Uno dei fratelli ha afferrato
per il collo l’agente penitenziario mentre l’altro ha cominciato
a colpirlo violentemente sferrando calci e pugni all’indirizzo
dell’uomo, raggiungendolo al volto e in varie parti del corpo”.
“Dopo l’aggressione i detenuti si sono barricati all’interno
del locale passeggi. Vano il tentativo di riportare la calma da
parte del comandante del reparto e del direttore dell’Istituto:
i due in segno di sfida – si legge nel comunicato – hanno
minacciato l’operatore brandendo lamette e bastoni a punta. Il
personale di polizia penitenziaria è dunque intervenuto
immobilizzando la coppia. Nel corso della colluttazione quattro
agenti hanno riportato lesioni e contusioni guaribili in sette
giorni. I due fratelli stavano scontano una pena per reati di
ricettazione, furto e spaccio di sostanze stupefacenti”.
“Siamo alla solita e inascoltata denuncia di fatti di
violenza che si verificano nei penitenziari di Puglia e
Basilicata governati da una dirigenza interregionale che ci
appare sempre più sull’orlo di una crisi d’identità, molto
sbilanciata verso la rieducazione ma con scarsissima attenzione
verso i dipendenti”, sostiene il segretario nazionale del
Coordinamento sindacale penitenziario Domenico Mastrulli.
“L’episodio verificatosi ieri – dichiara Mastrulli – è la
conferma che a rimetterci sono sempre uomini della polizia
penitenziaria, di fronte alla estesa impunità e alla libertà  di
minacciare e aggredire gli operatori della sicurezza”. “Mancano
– aggiunge – i principi della civile convivenza in un sistema
nel quale è palese il fallimento della riabilitazione e del
rispetto delle regole”.  (ANSA).

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