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IL SINDACATO CO.S.P. : DOPO LA TRAGEDIA DI REBIBBIA I MINORI FUORI DALLE CARCERI. PARERE DELLA PSICOLOGA ALLEGRA SANGIOVANNI E DELL’AVVOCATO MARIAROSARIA DELLA CORTE O.P.S.

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NEWS CO.S.P.
MASTRULLI : “BASTA BAMBINI “RECLUSI” ,NELLE CARCERI ITALIANE, A CAUSA DELITTI COMMESSI DALLE MADRI DETENUTE”.

Onofrio D’Alesio

CO.S.P: DOPO LA TRAGEDIA DI REBIBBIA I MINORI FUORI DALLE CARCERI

Il tragico episodio del carcere di Rebibbia dove una detenuta ha lanciato per le scale i due piccolissimi figli provocando la morte della bimba di 6 mesi e il ferimento del secondo, di 20 mesi, ripropone nel nostro Paese la grave situazione dei figli minori dei detenuti costretti a scontare una condanna per reati da loro mai commessi. Sulla vicenda è intervenuto il segretario nazionale del Coordinamento sindacale penitenziario Domenico Mastrulli “Il Parlamento e il ministro della Giustizia devono farsi carico del problema e disporre immediatamente l’affidamento dei minori al di fuori delle carceri italiane”. “Costringere i piccoli a vivere in condizioni detentive non è affatto tollerabile in una società come la nostra”. Nei penitenziari italiani sono circa una sessantina i minori costretti a vivere in tale situazione. Nel 2011 il governo si pose come obiettivo quello di farli uscire tutti, approvando la legge che ha istituito i cosiddetti Icam, Istituti a custodia attenuata, che permettono alla madre detenuta di scontare la pena in ambienti meno ostili per i bambini di quanto sia un normale carcere. Sette anni dopo, sono solo cinque le strutture dedicate e insufficienti le case protette: troppi bambini, almeno trenta, sono oggi condannati a crescere dietro le sbarre. E’ inaccettabile, oltre che pericoloso. Mastrulli esclude l’utilità di asili nido nelle sezioni detentive: “serve una presa di responsabilità della politica che garantisca la libertà a chi non ha colpe, non è ammissibile costringere dei minori a vivere in quel modo, saranno segnati a vita compromettendo il loro sviluppo e la loro crescita”. “Si rispolveri quel decreto legge sull’argomento – aggiunge il leader del Co.s.p. – rimasto rinchiuso nei cassetti del ministro Severino”. La detenuta di Rebibbia di cittadinanza tedesca aveva una patologia depressiva. All’interno del carcere della Capitale secondo i dati al 31 agosto scorso ci sarebbero 16 minori. “Il tragico episodio è solo la punta di un iceberg che svela il danno provocato dalla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari. Bisognerebbe sottoporre a una attenta valutazione le circostanze che consentono alle madri detenute di tenere i figli con sé in carcere. Il legame di attaccamento, tanto caro a noi tecnici, non può avere come esito la morte, in nessun caso”. Questo il commento di Allegra Sangiovanni, presidente onorario dell’Osservatorio nazionale sulle politiche della famiglia. “Molti sono i dubbi da chiarire sulla vicenda, inspiegabile il fatto che alle detenute con figli di età inferiore ai 5 anni vengono concessi i domiciliari. Anche l’Avvocato Mariarosaria Della Corte Vice Presidente OPS ,offre alla triste vicenda il proprio commento : A questo si aggiunga il fatto che la mamma aveva problematiche psichiatriche per cui non si comprende come mai non ci fosse controllo e sorveglianza a tutela dei piccoli.
Ufficio Stampa Nazionale Co.s.p.
Onofrio D’Alesio
333 4033789

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