CAVALLO

GIUDIZIO ANNUO E PERSISTENTE CRESCENTE SFIDUCIA NELL’AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA E ISOLAMENTO PSICO-FISICO DA CHI CI COMANDA(?)

                            ” SI GIUDICANO I CAVALLI DALLA DENTATURA E NON I POLIZIOTTI NELLA STESURA …. DEI GIUDIZI”

In queste ore si fa ancora un gran parlare della vicenda del 55° suicidio in pochi mesi e del 127 in 18 anni  tra le fila della Polizia Penitenziaria in Italia su un organico di solo 35.000 unitàa fronte delle  cui crca 7.000 ” super protetti” invece dislocati  negli uffici extra moenia che nulla hanno a che fare con le rimanenti    28.000 unità delle Traduzioni e delle  oltre 260  Carceri in relatà quotidiana  legati a sacrifici,  frustrazioni,riperscussioni,dispetti, simpatie e antipatie, limitazioni e crescenti criticità lavorative.

Tutti i nostri interlocutori che resteranno chiaramente anonimi per la loro stessa tutela a scanso di ritorsioni da parte degli stessi Funzionari e dirigenti da loro contestati,puntano il dito sulla compilazione del GIUDIZIO ANNUO,sempre più esigenze rispetto ad un rapporto di fiducia e di lavoro sempre più carente e distante dalla realtà lavorativa delle miniere penitenziarie così come amiamo sottolineare nella sua definizione logistica,strutturale e di sicurezza luoghi lavoro.

Forse per affrontare  il triste immediato  momento d’emergenza,forse  per  cercare di iniziare a  calarsi direttamente nella trincea della disperazione, il capo del Dipartimento Pres. BASENTINI con recente lettera Circolare ha voluto offrire un primo cambiamento  in tema di studio delle difficoltà dei propri dipendenti, cercando di trasitare dall’obsoleta volontà di utilizzare propri dipendenti Educatori,Assistenti Sociali,Impuegati e Psicologi dei detenuti,alcuni neanche quelli conocono stado negli uffici  PRAP o UEPE,per  cercare di “ascoltare” il personale in difficoltà psicologica,con quello delle Strutture Ufficiali ASL e Presidi a convenzione territoriale che dovranno ancora decollare : Sic?

Come Sindacato siamo convinti che alla Polizia Penitenziaria, ai  tanti dipendenti delle Funzioni Centrali  operanti in prima linea non servono  certamente  gli  psicologi se prima non si cambia la mentalità dei comandanti come quella  dei  funzionari, che dovevano  per auspicio, essere e sentirsi :  “uno di noi” ma che  in realtà non lo sono e,abbiamo il dubbio che,  non lo sono mai stati,usando il giudizio  annuale  contro il proprio  personale, uno strumento vessatorio  a volte utilizzato  anche troppo.

Nelle schede rileviamo il più delle volte le più disparate annotazioni senza senso e senza argoentazioni o motivazioni come prevede la’rticolo 3 della legge 241/90 un eccesso di potere arbitrario che si danno certi individui dalla penna facile e dal cuore di marmo…

Qui, anche per no,  interessante, appare  capire quali sono le motivazioni psicologiche di chi, nella stesura dei giudizi, utilizza motivazioni sintetiche come ”… diminuito nell’impegno e nell’interesse” oppure “… ha mostrato poco interesse” o, semplicemente, “… rapportato disciplinarmente” o peggio ancora “scarso rendimento in servizio”, o  “calo di interesse”  , ”  mancanza di capacità operative” anche quando non si hanno potere di coordinamento e di comando su uomini e realtà! tutte motivazioni fuori dalla logica lavorativa insomma tanto per cantà direbbe qualcuno che di canzone e canzonette ne conosce molte più di tutti noi…

Giova in tal senso segnalare che, diversamente dagli abusi ordinamentali , la norma al riguardo è molto esplicita e  chiara.

L’articolo 44, comma 1, del decreto legislativo 443 del 1992, impone che il rapporto informativo debba essere redatto entro il mese di gennaio di ciascun anno e il successivo comma 2 prescrive espressamente che il giudizio complessivo deve essere motivato.

Poi, in chiosa, proprio a  riguardo  dell’esistenza  o meno,  di sanzioni disciplinari nel corso dell’anno de quo, interviene in maniera inequivocabile la lettera circolare GDAP 0393460 datata 18.12.2007, la quale recita testualmente: ” … deve essere escluso ogni automatismo tra l’irrogazione di una sanzione disciplinare e una modificazione in pejus del giudizio complessivo”, principio del resto già precisato dall’ art. 44 già citato, al comma 3.

Allora se non ci troviamo di fronte ad un abuso negli atti d’ufficio, in una distorsione applicativa e interretativa della norma, ad una ricorrente  ripersussione su questo che mi è simpatico e su quello che mi è antipatico, come la mettiamo(?)

Ecco perchè riteniamo che tali funzioni non possiamo affidarli  a tutti o,meglio dire,  a cani e ……. proprio in vrtù di quello che raccogliamo sul territorio,come oggi, data dell’articolo uan poliziotta con oltre 25 anni di servizio dal giudizio di 30, è scesa a quello di 27 dovute alle sue assenze  legittimate dai certificati medici,ma questo non lo dicono mai, dal servizio ,una situaizone che sta portando la poliziotta pugliese già sottoposta a turni di 8 ore e da una infelice programmazione di turni notturni  settimanali e mensili oltre misura pe ri suoi 56 anni dietà anagrafica,alla disperazione totale ,  allora, diamoci na mossa a Roma,  prima di mandare un poliziotto penitenziario dallo psicologo, sarebbe meglio intervenire su certe cattive abitudini di chi comanda, che destabilizzano e arrecano danni psicologici  permanenti ed irreparabili  ai propri dipendenti.

Se avete coraggio d avendere, rpima di fargiudicare i poliziotti e dipendenti, prima di mandare i nostri uomini e le nostre donne della trincea dal psicologo , a volte,  proprio   per non alterare l’equilibrio psicologico dei colleghi, basterebbe monitorare la stabilità mentale di chi compila i giudizi annuali del personale.

Ad un’altro poliziotto a  causa dei diversi giudizi in regressione dal buono oggi è stata notificato atto di diffida a migliorare,pensate un po’ voi,come se il giudizio se lo autodetermina il dipendente,pena l’avvio delle procedure Centrali di dispensa dal servizio……Sic!

ALLORA ,  SVEGLIAMOCI, ALZIAMO LA TESTA DALLA SABBIA,  CHE ASPETTIAMO AD ABOLIRE  LO STRUMENTO DEL “GIUDIZIO ANNUO”, MOLTE  DI QUESTE COLPE SONO ACCREDITABILI  A  DIRIGENTI DIRETTORI,  DIRIGENTI  GENERALI,  COSI’ COME ALLE COMMISSIONI CHE  NELLA VALUTAZIONE DEI RICORSI FORSE, DICO FORSE,  USANO IL COPIA E INCOLLA RESPINGENDO A  VOLTE,ANZI,IL PIU’ DELLE VOLTE RISPETTO ALLA NORMALITA’,   LE MOTIVAZIONI  DEI RICORRENTI,  VITTIME PIU’ CHE ALTRO DI UN SISTEMA FALLIMENTARE  CREATO A  DOC DAI FUNZIONARI POCO FUNZIONANTI E PENSANTI.

 

Ecco, queat è la mia opinione, adesso con questa “verità”  altri nemici si aggiungeranno alla lunga lista di chi come mè ama dire la verità, ma come racconta la storia, quetso non ha alcuna importanza perchè ” TANTI NEMICI, TANTO ONORE” – OGNI RIFERIMENTO A FATTI PERSONE E SITUAZIONE è PURAMENTE CASUALE –    per il dono di essere onesto, ma  sempre veritiero in tutto.

 

 

 

 

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