BONAFEDE INISTRO

SUICIDIO POLIZIOTTO PENITENZIARIO E SINDACALISTA COSP A SAN GIMIGNANO: LETTERA APERTA AL MINISTRO ALFONSO BONAFEDE… algebra della vita nella geometria penitenziaria

Caro Ministro della Giustizia.

Caro Capo del Dipartimento .

Questa   volta le parole non sono mie, devo ammetterlo per onestà intellettuale che da tutti mi contraddistingue,  come devo ammettere che chi ha postato   l’articolo su altro sito internet  di un Sindacato Autonomo della  Polizia Penitenziaria, ha visto bene,ha visto  giusto anzi centrando l’obiettivo, a loro, a quel Sindacato e a chi ha scritto l’articolo,il mio personale ringraziamente,nonostante tutto.

Qui lo ripropongo l’articolo, senza aggiungere nulla nel testo percè completo, l’articolo citato  è il mio pensiero condiviso, lottare insieme allora,essere uniti in un’unica battaglia,il diritto di critica sindacale,le libertà sindacali ed individuali il diritto di non essere calpestati da Dirigenti Generali,  Dirigenti e Funzionari e magari con la complicità di   qualche “compiacente” sottoposto ai loro servigi che operano in alcuni uffici e settori raccomandati ma che dovrebbero andare al fronte come tutti gli altri poliziotti della Base …

 

LETTERA:Integralmente riprodotta e che ringrazio ancora una volta:

“”” Perdono tutti e a tutti chiedo perdono . Va bene ? Non fate troppi pettegolezzi.

Sono le parole di commiato che Cesare Pavese  ha scritto sul frontespizio del ” Dialoghi con Leuco’” in cui analizza angosce ed esperienze intime degli uomini,attraverso l’analisi del mito.

La denuncia del garante deid etenuti sui suicidi a Poggioreale è stata ascoltata ed accolta dal Ministro Alfonso Bonafede e al Capo del Dipartimento Francesco BASENTINI che hanno disposto un’ispezione.

Ed è a loro,quindi,che facciamo appello dopo l’ennesima tragedia: il suicidio di un agente.

Quali e quante articolazioni del Dap o dei provveditorati regionali annoverano omissioni, disattenzioni,sottovalutazioni nella disperazione senza via di uscita dei poliziotti penitenziari?

Una istanza negata, una risposta non ricevuta, un procedimento disciplinare intrapreso forzosamente, un colloquio evitato!

I Poliziotti Penitenziari sono esseri umani, hanno la stessa forza e le stesse fragilità degli altri, ma il carcere e l’uniforme sono a volte aggravanti per la vita, non aiutano e semmai amplificano il dolore.

Da quanto tempo era a San Gimignano ?

Qualcuno aveva minacciato di farlo licenziare ?

Aveva per caso chiesto di andare provvisoriamente ” vicino casa” ?

Cosa gli hanno risposto dal Dipartimento/ Provveditorato/ Direzione ?

I detenuti in base al codice di procedura penale sono a disposizione del Pubblico Ministero competente per territorio – e poi dell’AG – ma ritualmente vengono trasferiti ” vicino casa” per coltivare i loro affetti.

La Polizia Penitenziaria – e ò’erario – garantiscono la migrazione processuale.

La famiglia al primo posto…

Quale occupano i Poliziotti nelle priorità Istituzionali ?

Il MInistro e il Capo del DAP sarebbero utile che iniziassero a porre e porsi qualche domanda oggi, visto che chi li ha preceduti ieri sembrava avere solo certezze: i detenuti suicidi solo poveri cristi e gli Agenti suicidi solo reietti.

Lo facciamo, se non altro, per ragioni di giustizia ed equità.

Rammentiamo e non dimentichiamo che il tribunale Civile di Torino ha condannato l’amministrazione e che nel merito cita anche noi dell’….(omissis) che a lungo e vanamente avevamo denunciato fatti, rischi e disperazione,vanamente.

Rammentiamo e non dimentichiamo, chi c’era e chi non c’é più.

Le parole di Pavese per comprendere la realtà dei fatti, le angosce e le esperienze degli Uomini.

Permane l’eco delle parole del Ministro  al giuramento degli agenti.

Parole….che fanno da contorno ai fatti.”””.

Qui termina la lettera e noi del COSP,ancora una volta,ringraziamo l’estensore e il Suo Sindacato per aver condiviso il nostro dolore,il nostro rammarico,le nostre frustrazioni ,le nostre limitazioni di fronte ad un’arroganza statilista di chi ci dirige e amministra di chi dovrebbe essere iterlocutore dello Stato invece si sente lo Stato!

Allora Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, Capo del Dipartimento dottor Francesco BASENTINI cosa si aspetti a inviare  anche s e a poche ore ancora dal suicidio,il feretro è ancora su strada dalla TOSCANA verso la Puglia terra natia dle giovane marito e poliziotto sindacalista che oggi giace in una bara,fredda,stretta come fredda e stretta si è dimostrata l’amministrazione quando il COSP con doverse note,noizie,segnalazioni e  finanche una Manifestaizone di Piazza del 3 luglio scorso sotto la Prefettura di LIVORNO ha richiesto indagini su chi amministra la TOSCANA e alcune Carceri,guarda caso anche Sa Gimignano,ma lo sappiamo solo una strana coincidenza,una coincidenza che desta oggi qualche riflessione che il nostro Amico del Sindacato estensore della nota ha appena citato:

DA QUANDO TEMPO VITANTONIO MORANI SI TROVAVA ALLA C.R. SAN GIMIGNANO ?

IN QUALE CONDIZIONE VIVEVA IN CASERMA E SE LA CASERMA,LA MENSA DI SERVZIO, GLI AMBIENTI DEL BENESSERE TROVAVANO CONFORTO O MENO ?

QUANTE PROCEDURE CONFLITTUALI SONO STATE ALLERTATE VERSO IL POLIZIOTTO E PERCHE’?

QUANE VOLTE HA CHIESTO DI ACCUMULARE I RIPOSI MENSILI PER RECARSI IN FAMIGLIA E NON GLI SONO STATO CONCESI NONOSTANTE UNA NORMA REGIONALE NE PAVENTASSE IL DIRITTO?

QUANTE MINACCE DI INFRAZIONE DISCIPLINARE SONO STATE AVVIATE, DA CHI E PERCHE’?

QUANTE ATTENZIONI SULLA SUA LEGITTIMA ATTIVITA’ SINDACALE E PUBBLICISTICA SONO STATE POSTE E PERCHE’ SE SI CONOSCE TALE ATTIVITA’ RIENTRA EL DIRITTO COSTITUZIONALE E NELLO STATUTO DEL LAVOR?

PERCHE’ ALEL SUE RICHIESTE NESSUNO A MAI RISPOSTO?

PERCHE’ I GIUDIZI ANNUO ERANO SEMPRE A SOTTRAZIONE  E NON IN AUMENTO EPPURE ERA UNO DELLA TRUPPA,UNO DELLA TRINCEA UNO DEL FRONTE?

QUANTE VOLTE HA  CHIESTO L’INTERVENTO DEL PROVVEDITORE E DLE DIRETTORE E NESSUNOD EI DUE SONO MAI INTERVENUTO,OMETTENDO NEL LORO ESSERE ISTITUZIONE?

Ecco,almeno queste risposte perchè si plachi l’ira diffusa del personale di tutto quel personale che ad oggi ha contato 55 suicidi e 127 in 15 anni di suicidi tra i propri colleghi,perchè?

Se dovreste accertare anche qualche minima responsabilità nelle  suesposte ragioni,indipendentemente da quello  che sarà o  saranno gli sviluppi e l’esito delle conclusioni giudiziarie  che non si vuole e non si entrerà nel merito per rispetto istituzionale, licenziare tutti e dico tutti i responsabili immediatamente  dall’amministrazione  per l’eventuale  danno prodotto o,producendo,potrà essere solo un minimo segnale di cambiamento, diversamente, devo purtroppo pensare che  abbiamo ancora una volta speso solo  del tempo inutile, pur  sperando che questo tempo faccia tempo nella storia dei c.d.  “delitti penitenziari ” quasi tutti, ad oggi senza risposte.

BONAFEDE INISTRO

 

 

 

 

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